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Questa è una grande carne… e non è una bufala!

11 Settembre 2015

Dieta vegana, vegetariana, fruttariana, tutto fuorchè non si preveda l’impiego di carne: questa la moda alimentare degli ultimi anni. Perchè? Sicuramente l’attenzione all’ambiente è una delle cause della demonizzazione del consumo di questo alimento, anche a causa del fatto che l’energia necessaria per produrla è maggiore di quella impiegata per la produzione dei cibi di origine vegetale. Ma la motivazione principale è evidentemente legata ai metodi di allevamento intensivo e di trasformazione industriale che, mirando alla massima quantità di prodotto al minimo costo, risultano crudeli per gli animali e spesso dannosi per la salute umana favorendo l’insorgere di malattie cardiache e cancro.

Mangiare carne ha costi elevati non soltanto da un punto di vista economico ma anche ecologico e in termini di salute.

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La carne di bufalo, che rientra nella categoria delle carni rosse, non è ancora soggetta ad allevamento di tipo industriale ed è stata rivalutata, in ambito produttivo e commerciale, soltanto in tempi recenti. Questo anche perché gli allevamenti bufalini, presenti soprattutto nel territorio campano, erano finalizzati principalmente alla produzione di latte e latticini. In realtà, le caratteristiche nutrizionali ed organolettiche della carne di bufalo sono migliori rispetto ad altre. È sicuramente più salubre, prodotta in allevamenti in cui, nella maggior parte dei casi, vige il divieto assoluto di impiego di anabolizzanti e sostanze xenobiotiche con un’estrema cura nel trattare l’animale ai fini di evitargli qualsiasi stress. Gli animali allevati all’aperto ed alimentati al pascolo sono meno soggetti a contaminazione batterica ed inoltre producono carne più sana e meno grassa. Il bufalo, depositando il tessuto lipidico al di fuori di quello muscolare, dà carne in cui la parte magra è facilmente separabile dal grasso. Oltretutto la percentuale lipidica presente nella carne bufalina è nettamente inferiore rispetto a quella della carne bovina ed anche il rapporto acidi grassi saturi ed insaturi risulta ottimale: si riscontra una presenza degli insaturi (60%) maggiore rispetto a quella dei saturi (40%), dannosi per la salute. L’acido stearico ed oleico contenuti, in buone quantità, nel grasso di bufalo, hanno la capacità di ridurre e controllare il colesterolo. L’apporto calorico per 100 grammi di carne bufalina è di circa 130 calorie, per le stesse quantità di carne bovina ne consideriamo più del doppio. Stesso discorso per il contenuto di colesterolo. I vantaggi di questa carne sono anche relativi al contenuto vitaminico-minerale grazie alla presenza di vitamine del gruppo B, potassio e ferro al quale dobbiamo la sua tipica colorazione rosso vivo. La gustosa carne di bufala, oltre ad avere un sapore ruspante ed intenso, ha una maggiore ritenzione idrica, risultando più succosa di altre carni e molto tenera. Per tutte queste caratteristiche, unitamente ad una tracciabilità sicura dell’alimento, si sta assistendo ad un incremento delle vendite della carne bufalina anche consigliata in regimi alimentari di restrizione e in soggetti ipercolesterolemici.

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