Alimenti Derivati

Cioccolato, che dio ti benedica!

15 Febbraio 2016

Bigliettini d’amore, rose e cioccolato: sono questi, da sempre, i doni più gettonati dagli innamorati di qualunque età, non per forza in coppia e nemmeno ricambiati, fortunatamente, la libertà di amare è una cosa che ancora è possibile avere. Il cioccolato è entrato talmente nel tessuto sociale e gastronomico mondiale da esser diventato protagonista di abitudini e usanze. In Giappone, ad esempio, la tradizione “valentiniana” vede protagonista il sesso femminile: sono infatti proprio le ragazze a regalare una scatola di cioccolatini ai ragazzi, non necessariamente i loro fidanzati, ma amici, conoscenti e colleghi che dovranno ricambiare il pensiero esattamente un mese dopo, il 14 marzo.

Il cioccolato, buono in ogni sua forma, solida, liquida ed in polvere, si ottiene dalla trasformazione delle fave dell’albero di cacao. Questa piccola specie arborea cresce spontaneamente nelle zone equatoriali delle Americhe e riesce a sopravvivere nei primi cinque anni di vita solo riparandosi dal sole sfruttando l’ombra di alberi più grandi. I primi agricoltori a coltivare la pianta di cacao furono i Maya intorno al 1000 a.C. che solevano definirlo “cibo degli Dei” perchè in grado di allungare la vita. All’inizio del XVI secolo, furono gli spagnoli, attraverso la cultura azteca, ad introdurlo in Europa. Non ci volle molto tempo perchè si intrufolasse nelle case e nelle abitudini di tutti, tanto che dapprima in Spagna e poi in tutta Europa, entrò nell’uso sia delle corti che delle famiglie aristocratiche e del clero sottoforma di bevanda e di medicamento diventando, assieme al te ed al caffè, simbolo del gusto sensuale e della socialità, anche in abbinamento con altri ingredienti quali spezie, agrumi, vaniglia o zucchero.

Formaegusto cioccolatini

Questo non solo grazie al suo gusto inconfondibile ma anche per le sue componenti, che riescono a stimolare i centri di gratificazione del cervello umano così come alcol, tabacco, zucchero e altre droghe.

Oggi, la maggior parte del cioccolato venduto è composto da mescolanze di più varietà in modo da ottenere prodotti che possano essere offerti ad un mercato sempre più attento alla qualità ed alla novità.

Al cioccolato si riconoscono virtù terapeutiche e proprietà energetiche e ricostituenti, soprattutto nella versione fondente, prodotta per la prima volta dallo svizzero Rudolphe Lindt. Per definire un cioccolato fondente bisogna che contenga una quota minima di cacao del 43% e del 28% di burro di cacao. E’ composto da lipidi, fibre, proteine, zuccheri, polifenoli, acidi, vitamine e minerali. Gli antiossidanti contenuti, garantiscono una protezione cardiovascolare e antinvecchiamento. Quanto più il cioccolato è amaro, più è alta la concentrazione di cacao e quindi di flavonoidi. Importante ricordare che il cioccolato al latte ne inibisce l’assorbimento. L’aspetto interessante riguarda l’effetto positivo sull’umore che esercita il cioccolato grazie al contenuto di alcune sostanze quali la teobromina, serotonina ed altre che svolgono un’azione stimolante del sistema nervoso centrale conferendo una sensazione di benessere e serenità fungendo da antidepressivo naturale. Il cioccolato fondente, inoltre, aiuta ad aumentare i livelli di dopamina, che agisce anche sulla libido. I bioflavonoidi aumentano l’ossigenazione dei vasi sanguigni migliorando la circolazione. Recenti ricerche, oltre all’attività antiossidante ed antivirale, hanno riconosciuto ai polifenoli del cacao anche attività antimicrobica in grado di inibire la crescita di batteri nel cavo orale. Nonostante il basso contenuto di colesterolo  (inferiore a 1mg/100 g), bisogna tuttavia stare attenti al potere calorico dei prodotti a base di cacao: 100g di cioccolato fondente apportano circa 500 KCal (al latte, 550 KCal).  Oltre ad essere una fonte di vitamine del gruppo B, D ed E, il cioccolato contiene vari minerali utili nella funzione vascolare e per combattere l’ipertensione. Inoltre, il cioccolato è particolarmente ricco di magnesio, rame, ferro, manganese e zinco per favorire la crescita delle cellule, la riparazione dei tessuti e l’assorbimento delle sostanze nutrienti.

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