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Maracuoccio a rischio estinzione: Slow Food lancia il presidio

11 ottobre 2016
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Tutelare la biodiversità alimentare e le buone pratiche agricole legate alla tradizione. È questo l’obiettivo del nuovo presidio Slow Food “Maracuoccio di Lentiscosa”, gestito dalla condotta di Camerota e Golfo di Policastro. Ma di cosa si tratta? Cos’è il maracuoccio (in alto nella foto di Pietro Avallone)?

Più piccolo di una lenticchia, si tratta di un legume della famiglia delle cicerchie utilizzato, fin dall’antichità, in tutto il bacino del mediterraneo ed in Asia centrale, come alimento per il bestiame. Fu introdotto nell’alimentazione umana, come spesso accade, durante i periodi di carestia. Nel Cilento, territorio montuoso e malcollegato, non era certo facile sopravvivere e le piccole comunità isolate dovevano arrangiarsi con la propria produzione.

Nella zona di Lentiscosa, frazione del comune di Camerota, la tradizione di questo piccolo legume si è conservata, a fatica e con non poche difficoltà, fino ad oggi, grazie alla forza di volontà dei contadini che non hanno abbandonato l’abitudine di coltivarlo. Con cinque, sei quintali di prodotti a base di maracuoccio, di cui uno e mezzo di granella, a seguito di una coltivazione molto povera, la produzione adesso è quasi a rischio di estinzione. Non a caso si trova solo in zona.

Perdere un prodotto significherebbe perdere parte dell’identità di un territorio ed è dalla volontà di conservare la storia che, oggi, sei giovani produttori assieme all’impegno di Slow Food si sono uniti non solo a salvaguardare la biodiversità ma anche con lo scopo di creare una microeconomia locale legata alla promozione, produzione e commercializzazione del maracuoccio (piccolo baccello amarognolo).

Questo è stato reso possibile, come nel caso di altri presidi Slow Food, grazie alla creazione di una rete tra produttori e ristoratori intenti a proporre un cibo unico, introvabile nel resto del mondo e che racconti la tradizione cilentana. Un progetto importante dalla valenza non solo agricola e ambientale, ma anche sociale. I prodotti sono granella e farina di maracuoccio (60% farina di maracuoccio e 40% farina di grano) con cui poter preparare la Maracucciata, la polenta con crostini. «Dovete considerarla come fosse pane, riso… la maracucciata si accompagna a tutto, con il pesce, con la carne, con le verdure, facciamo perfino un dolce per intolleranti al glutine», così introduce il suo intervento Mimmo Caiazzo, che fu memoria storica del territorio.

In effetti non sono da trascurare le proprietà e caratteristiche nutrizionali dei legumi che li riconoscono come semi energetici dall’elevato contenuto di acqua, ottima fonte di proteine e fibre. La realizzazione del presidio è stata promossa e sostenuta anche dal comune di Marina di Camerota e dal Parco del Cilento e Vallo di Diano.

L’ennesimo esempio della ricchezza del patrimonio gastronomico cilentano, un vero e proprio museo all’aperto di biodiversità messo a rischio negli ultimi anni dall’impoverimento demografico e dalla omologazione.

Benvenuti nel Cilento, patria della dieta mediterranea dai colori, sapori e odori unici e tutti da vivere!

Articolo pubblicato su LucianoPignataro.it

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