Alimenti Legumi

Ceci, fagioli, maracuoccio, le proprietà della Campania

20 novembre 2016

La Campania stupisce sempre, anche per la capacità di offrire il «prodotto giusto al momento giusto»,e questo è reso possibile grazie alla grande ricchezza in termini di biodiversità. Nella regione, la diversità biologica si esprime in ogni sua forma, dai paesaggi alle persone, alle specie animali e vegetali. La Campania è trendy, sempre alla moda, offre infatti la più grande varietà di quello che rappresenta l’alimento del futuro: i legumi.

In generale, da un punto di vista nutrizionale, proteggono il cuore ed i vasi sanguigni e contribuiscono a rafforzare le ossa; inoltre, grazie al contenuto di fibre, favoriscono la regolarità intestinale. Vediamo nel dettaglio quali sono queste molteplici varietà di legumi e dove vengono coltivate. Le tipicità provengono soprattutto dal Cilento, uno dei territori più «biodiversi» della regione.

Tantissime, ad esempio, le varietà di fagioli: quelli di Controne, presidio Slow Food, di Casalbuono e Occhio Nero di Oliveto Citra, i fagioli della Regina di Gorga, il Fagiolo «a Paisiello» e quello di Mandia. Tanta scelta, quindi, per un prodotto che, da un punto di vista nutrizionale, è molto nutriente e ricco di vitamine e sali minerali, in particolare ferro e fosforo, e contribuisce all’emulsione dei grassi, evitando nell’accumulo nel sangue e riducendo i livelli di colesterolo cattivo. Sempre in territorio cilentano, spostandosi a Colliano, si trovano le tipiche lenticchie, legumi sicuramente più digeribili dei fagioli e da più alto valore nutritivo grazie alla presenza di tutti i nutrienti. Inoltre, per la presenza di ferro, aiutano la produzione di globuli rossi e l’ossigenazione del sangue. Continuando il nostro viaggio nel mondo dei legumi della Campania, a Cicerale c’è un altro presidio Slow Food per i ceci «piccoli, rotondi e dorati», coltivati da pochissimi produttori con enormi difficoltà. Da un punto di vista alimentare, i ceci, presentano un contenuto proteico inferiore a quello delle lenticchie e, grazie alla loro attività diuretica, aiutano ad espellere l’acido urico e i sali in eccesso presenti nell’organismo. Sono ricchi di vitamine e minerali, in particolare di calcio, fosforo, magnesio e soprattutto manganese, che contribuisce a conservare la struttura delle ossa supportando l’organismo.

Una varietà agraria che è possibile mantenere ed esprimere grazie alla passione del popolo che vive il territorio, dei ragazzi che sono ritornati e di quelli che non se ne sono mai andati. Godere dei prodotti della terra è possibile solo grazie al sacrificio e dalla “missione”degli agricoltori e dei produttori, che va dalla conservazione di pratiche all’allevamento di piantine fino al commercio e dalla comunicazione delle tipicità al di fuori del proprio territorio. Infine, il maracuoccio di lentiscosa, della famiglia delle Cicerchie, di recente divenuto presidio slow food, è un legume molto energetico, ricco di vitamine e capace di stimolare la memoria e migliorare il tono muscolare.

Tante varietà di semi commestibili, poveri ma preziosi perché ricchi di proteine ad alto valore biologico per il loro contenuto di amminoacidi essenziali che, in associazione con quelli dei cereali, danno vita ad un pattern proteico paragonabile a quello delle proteine animali, costituendo un’ottima alternativa alla carne.

Proprio per questo pasta e piselli, ceci, fagioli rappresentano piatti unici più completi ed equilibrati nati dalla grande cucina napoletana.

Articolo pubblicato su PressReader

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