Alimenti Curiosità e Consigli

No alle “diete del senza”!

18 aprile 2017

Si parla sempre più spesso delle diete del “senza”: senza sale, senza zucchero, quindi anche no a latte e formaggi, senza glutine, senza nichel, senza alcool… Ma di cosa si tratta? quali sono le “regole” delle diete del “senza”?

La dieta priva di sale ne vieta l’aggiunta nelle pietanze, a favore dell’utilizzo delle spezie e dell’impiego di alimenti naturalmente sapidi. La dieta senza glutine, che esclude i cereali (frumento, orzo, farro, segale) e i loro derivati, prevede principalmente l’esclusione del pane e della pasta a favore del riso o della quinoa; quella senza zucchero prevede di dolcificare i piatti in maniera naturale con l’impiego del miele, ad esempio, o piuttosto promuovendo l’acquisto di cibi senza zucchero. Tra questi anche il “senza lattosio”, principale zucchero contenuto nel latte, che ritroviamo in vari alimenti da esso derivati o che lo contengono come ingrediente. È ragionevole credere che nessun alimento sia indispensabile ma è anche vero che escluderne a priori è comunque un errore: uno stile alimentare sano prevede una dieta in cui vi sia un equilibrio tra le varie categorie di alimenti che sono a nostra disposizione, privilegiando cibi di qualità.

Tralasciando quanto business e quanta “moda” ci sia in questi stili alimentari del 2.0, chiediamoci se queste diete del “senza” escludano anche il vino e che apporto calorico, quanti grassi, zuccheri ci siano in un bicchiere di prosecco, vino bianco o vino rosso.

Bisogna considerare che la composizione nutrizionale del vino varia molto a seconda della zona di coltivazione, dell’uva e della sua lavorazione e partire dal presupposto che in un grammo di alcool sono contenute circa 7 Kcal.

Generalmente, rispetto al vino rosso e bianco, è il prosecco ad essere più tollerato nei regimi di mantenimento in quanto presenta meno carboidrati ed un contenuto calorico, al bicchiere, di 35Kcal a fronte, rispettivamente, delle 122 Kcal del vino bianco da tavola e delle 85Kcal di quello rosso. Ma, al di là delle distinzioni e dei superati calcoli delle calorie, è il vino rosso, da sempre, il re delle tavole, perché buono, nutriente, depurativo. Oggi ne apprezziamo ancor di più i benefici perché, grazie agli studi molecolari ed al progresso della scienza, ne conosciamo gli effetti benefici legati al contenuto di antiossidanti che proteggono dall’invecchiamento cellulare e dai danni cardiovascolari. i polifenoli, contenuti anche negli olii e nelle foglie del tè verde, nel vino, sono responsabili di colore, astringenza ed aroma oltre a conferire molteplici proprietà terapeutiche. Tra queste l’attivazione del sistema immunitario, l’azione antinfiammatoria e anticancro e la protezione dalle malattie cardiovascolari.

Tuttavia, è sempre bene non bere mai a stomaco vuoto e non superare le dosi consigliate: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le quantità raccomandabili di alcol per un individuo sano non devono superare i 40 grammi al giorno per gli uomini e 30 grammi al giorno per le donne, rispettivamente 3 e 2 bicchieri al giorno da ripartire tra pranzo e cena.

Nell’era salutista in cui la moda del senza prende il sopravvento su grassi e zuccheri, non rinunciamo ad un buon bicchiere di vino ricordando che il mantenimento del buon umore passa anche da ciò che si beve e che si mangia. Recenti studi, infatti, dimostrano che il resveratrolo, fenolo contenuto nel vino rosso, ostacoli gli stati depressivi oltre a favorire i processi di apprendimento e memoria. Come faremmo senza, è il caso di dire!

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