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Marinara e margherita il top per i nutrizionisti

19 luglio 2017
formaegustopizza

Quante volte ci siamo chiesti “Pizza si, pizza no?” oppure “Buona per il palato si, ma anche per l’intestino e lo stomaco?”
Il pizzaiolo Pasquale Cozzolino della Ribalta, a New York, racconta che, con una margherita al giorno, abbia perso addirittura 50 Kg in un mese. Proviamo, a capire cosa sia possibile fare, cosa sia giusto e cosa da correggere.

La pizza non è un pasto dietetico, va considerato come un piatto unico a base di pasta che, pur contenendo tutti i micro e macronutrienti necessari ad una buona alimentazione, risulta comunque sbilanciato a favore dei carboidrati, oltre a non contenere una quantità sufficiente di fibra alimentare. Si consideri che un panetto in media ha un peso di 250g e, partendo dal dato certo che in 100g sono contenute circa 270 Kcal, risulta semplice fare il conto delle 700 calorie in media contenute in una sola pizza. E’ comunque un pasto consentito dalla dieta mediterranea perchè allineata con i suoi principi, buona, sana e soprattutto perchè ci dà la possibilità di introdurre in modo gradevole dei nutrienti che spesso non è facile accomunare, se non con la pasta. Quando si prevede di mangiare una pizza, bisogna osservare dei piccoli accorgimenti, ad esempio, non assumere altri carboidrati complessi (pane e pasta, ad esempio) durante il resto della giornata, prediligere un frutto come spuntino ed evitare i dolci, oltre che stare attenti anche alla tipologia di pizza che si sceglie dai menù, ormai, sempre più originali, vari ed invitanti. Prediligere marinara e margherita oppure la classica rucola e pomodorini a crudo, stando attenti ad evitare l’aggiunta di olio o l’impiego di insaccati che contribuirebbero ad aggiungere sapidità ad un pasto  già ricco di sale contenuto sia nell’impasto che nella passata di pomodoro. Un “piccolo”  trucco è anche evitare di mangiare il cornicione. Quando si è in regime di restrizione si può optare anche per una pizza con farine integrali o alternative (multicereale, Kamut, canapa, curcuma), che al palato non potranno mai sostituire quella tradizionale, ma sicuramente sono più salutari perchè ricche di fibre che, oltre a favorire il normale equilibrio della flora intestinale, aiutano ad assorbire meno zuccheri e grassi, stando così attenti alla salute non rinunciando al gusto del buono. L’errore che spesso si commette è quello di digiunare il giorno dopo lo sgarro.

Il pattern nutrizionale di una pizza varia molto in base al condimento ed alla elaborazione della ricetta per cui non è possibile indicare un’unica composizione chimica valida per tutte le pizze. Tuttavia, sappiamo con certezza che, in una pizza classica, sono presenti carboidrati,  complessi e semplici, derivanti, rispettivamente, dalla farina e dal pomodoro (fruttosio) o mozzarella (lattosio); grassi provenienti dall’olio extravergine di oliva (acidi grassi prevalentemente buoni) e dalla mozzarella; proteine presenti sia nell’impasto che nei latticini, responsabili, assieme al pomodoro, del contributo anche in termini di vitamine e sali minerali. A breve si discuterà del riconoscimento Unesco dell’arte dei pizzaioli napoletani, in effetti, quelle della pizza sono 400-500 calorie che appartengono all’umanità e da cui non si può prescindere per nutrienza, gusto e giusto intake calorico!

 

Foto di Riccardo Melillo

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