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Il caffè

1 Settembre 2019

È una sostanza che aiuta la concentrazione e la memoria

Senza dubbio il modo migliore per concedersi un break, da soli o in compagnia, quei cinque minutiirr inunciabili, al bar, a casa propria, o da amici. Il caffè, un’abitudine internazionale che, a Napoli, diventa addirittura un rito che dà inizio alla giornata. Secondo recenti stime vengono bevute oltre 3 miliardi di tazzine di caffè al giorno nel mondo.

I benefici e i rischi sono da sempre oggetto di dibattiti. Da un punto di vista nutrizionale, è ricco di antiossidanti, e studi scientifici dimostrano che nei consumatori abituali si registra una riduzione del rischio di alcune malattie.

È definita “bevanda nervina” perché contiene sostanze che stimolano il sistema nervoso centrale, aumentano l’attenzione, e riducono la fatica, migliorando l’efficienza fisica e mentale.

Gli effetti del caffè sull’organismo sono dovuti alla presenza della caffeina che ha la capacità di stimolare il sistema nervoso centrale, e aumentare il metabolismo corporeo, la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, ma nella popolazione sana al momento non c’è alcuna prova sui rischi di aumento delle malattie cardiovascolari e di ipertensione nei consumatori di caffè.

È una sostanza che aiuta la concentrazione e la memoria, oltre a essere un toccasana per la prevenzione di malattie quali Alzheimer e Parkinson. Se assunto nelle dosi giuste, e preferibilmente non zuccherato, contribuisce al dimagrimento grazie ad un’azione definita anoressizzante, con cui si intende la capacità di alcune sostanze di placare il senso di appetito.

Altro beneficio riguarda la riduzione dell’incidenza del diabete di tipo 2. Sono necessarie altre ricerche per ottenere pareri definitivi sul caffè, ma l’importante è sempre la moderazione nell’assunzione di qualsiasi sostanza. Il dosaggio possibile è di massimo tre, quattro tazzine al giorno in assenza di particolari patologie. Nel computo bisogna considerare che la caffeina è contenuta anche nel thè, nel cioccolato, nelle (vietatissime) bevande zuccherine come la cola, negli energy drink, nelle caramelle. Decisamente diversi i quantitativi di caffè americano consentiti in quanto una sola tazza conterrebbe più del doppio dei mg di caffeina di un espresso. Preferire il consumo al mattino e dopo pranzo, evitandolo la sera e soprattutto non abusarne perché si potrebbero riscontrare ansia, insonnia, irritabilità, palpitazione e reflusso gastrointestinale. Esistono anche surrogati del caffè, che riscontrano comunque successo, pur non avendone le stesse proprietà, e non dandoci lo stesso piacere.

Il decaffeinato, per esempio, che viene trattato chimicamente in modo da estrarne la caffeina, oppure il caffè d’orzo, che deriva da un altro tipo di pianta, un cereale, che non ha sostanze nervine ed è anche abbastanza nutriente, oltre ad essere un lenitivo della mucosa gastrointestinale. Il caffè ginseng aumenta la resistenza fisica, migliora la risposta insulinica ma spesso se ne trova in giro di scarsa qualità. Comunque sia, non priviamocene, concediamoci quel momento di gusto dagli aromi inconfondibili, unici, e conosciuti in tutto il mondo, a cui proprio non si può dire di no.

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