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Probiotici, prebiotici, simbiotici.

10 Marzo 2020

Probiotici, prebiotici, simbiotici. Ormai sulla bocca di tanti, che spesso, però, ne ignorano il significato e quindi l’utilità. Gli alimenti funzionali (o functional food) sono quelli che dimostrano di ottenere un effetto benefico o mirato su una o più funzioni dell’organismo, migliorando lo stato di salute o addirittura riducendo il rischio di malattia. Molti alimenti funzionali hanno un’azione probiotica, dal greco “pro-bios” che significa ‘a favore della vita’, infatti sono microrganismi (soprattutto batteri) viventi e attivi, contenuti in determinati alimenti o integratori, ed in numero sufficiente per esercitare un effetto positivo sulla salute dell’organismo, rafforzando in particolare l’ecosistema intestinale, il microbioma.

I microrganismi vivi probiotici (lactobacillus e bifidobacterium) raggiungono l’intestino, e modulano l’equilibrio della flora batterica e intestinale, potenziando le difese immunitarie dell’organismo. Non solo azione probiotica, ma anche prebiotica. Con questo termine si fa riferimento a sostanze non digeribili presenti in alimenti vegetali che, se assunte nelle dovute quantità, stimolano la proliferazione di ceppi batterici del tratto intestinale. Quando un alimento contiene probiotici e prebiotici, si parla di azione simbiotica. Lo scopo di queste azioni è il benessere dell’intestino, il “secondo cervello” riconosciuto come organo centrale della salute. Recenti ricerche hanno dimostrato che la alterazione della flora batterica intestinale sia a livello di composizione che di funzionalità, definita disbiosi, per tempi prolungati possa comportare infiammazioni intestinali croniche e non solo. Esistono anche delle conseguenze extraintestinali, che possono interessare la pelle, e addirittura il cervello. Siamo appena all’inizio degli studi sugli effetti dello squilibrio del microbiota, ne conosciamo solo “la punta dell’iceberg”, ma comunque osservare una dieta che sia equilibrata promuove l’integrità della barriera intestinale, che protegge da batteri, da agenti lesivi. Quando perdiamo questa protezione, il sistema immunitario intestinale non distingue più i batteri residenti salutari da quelli patogeni e può reagire in modo anomalo di fronte a sostanze fino a quel momento ben tollerate. Le conseguenze sono diarrea, gonfiore addominale, crampi, e tanti altri sintomi che possono tradursi in un malessere generale. Curioso sapere che le caratteristiche sostanziali del microbiota si formano nei primi anni di vita, mentre la composizione totale dipende da diversi altri fattori tra i quali l’alimentazione e l’ambiente in cui si vive. Gli studi pubblicati vedono la dieta mediterranea come uno stile di vita che promuove un microbioma composto da batteri per lo più a valenza positiva. Questo proprio perché composta da tutti alimenti ideali per la proliferazione di batteri buoni, quali lattobacilli e bifidobatteri. Si ai cereali, frutta, verdura, ma anche al pesce, alla carne e ai formaggi. L’importante è che la dieta sia equilibrata nei suoi nutrienti, e varia, cercando di escludere meno alimenti possibile. La corretta composizione del microbiota, che condiziona lo stato di salute degli organi, dipende anche dai ritmi circadiani che influenzano la digestione, il metabolismo e l’assorbimento dei nutrienti. Questo vuol dire che bisogna favorire l’assunzione di nutrienti soprattutto nelle ore diurne, con particolare riferimento ai carboidrati, evitando pasti notturni.

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