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#coronavirus e alimentazione

25 Marzo 2020

Purtroppo non esiste nessun alimento, nessun regime alimentare, nessuna dieta, per poter diminuire le possibilità di essere contagiati da un virus. L’unica cosa che si po’ fare, in questo periodo di folle aumento del numero dei positivi al coronavirus e di emergenza nazionale, è ridurre più possibile gli spostamenti, uscendo pochissimo, solo per le esigenze primarie, o per assoluta necessità, ed evitare contatti ravvicinati con chiunque. Stavolta non solo con estranei, ma anche con quelle persone che fanno parte della nostra vita, che ci hanno accompagnato da sempre, giorno dopo giorno. E senza le quali pensavamo che “sarebbe stato impossibile”.

Quante volte abbiamo sentito o pensato queste parole negli ultimi giorni… tante, forse troppe. Pensieri che rimbombano nella testa e nel cuore. L’impossibilità di fare ciò che prima davamo per scontato, sta cambiando le abitudini più radicate, ed assieme ad esse, le nostre priorità, ed il nostro modo di concepire la vita. Nulla è più detto, non esistono più differenze tra le persone, ma un sentire comune, la condivisione dell’istinto di sopravvivenza, la voglia di reagire, insieme. Forse non ci siamo mai sentiti così uniti, mai così simili.

Ristoranti, bar, pub, chiusi, strade semi deserte. Non ci sono altre possibilità che stare chiusi nelle proprie case, riscoprire le persone con le quali si convive. Con tutto quello che ne consegue…

Stare a casa vuol dire potersi muovere poco, o comunque meno rispetto alle nostre abitudini, vuol dire lasciare spazio principalmente ad hobby che non prevedono movimento: lettura, pittura, scrittura. Ore scandite da un susseguirsi di tg, che aggiornano sulle numeriche dei contagi di ora in ora.

Nemmeno i social network e la tv riescono nell’intento di non pensare a ciò che sta accadendo nel mondo, perché l’argomento è, giustamente, unico e solo. E’ sempre lo stesso. E quindi, per i più, non resta altro che darsi alla cucina… impazzano post e videoricette di giovani, anziani, donne, uomini, bambini, addirittura anche poppanti, ai fornelli. Via a pizze, pizzette, impasti, biscotti, ciambelle, perfino sushi e gourmet, fatti in casa, come se non restasse altro che mangiare per poi bivaccare su un comodo divano condividendo sui social ciò che si è preparato… Si vuol esorcizzare la paura, mostrandosi felici ed appagati, almeno in quei momenti. Con conseguenze prevedibili per non noi nutrizionisti.

Mi sento pronta a riparare  a quest’ondata futura di individui che manifesteranno effetti sulla linea post Coronavirus. Ma mi sento ancora più pronta ad anticipare i tempi parlandone, e magari potendo suggerire come affrontare al meglio questo strano periodo in cui abbiamo tutti un po’ la sensazione di star attraversando la storia. Un periodo da cui, non per retorica, ma per dato di fatto, ne usciremo più forti di prima. E questo perché, è quando sei privato di tutto, che capisci quello di cui puoi fare realmente a meno. A breve assisteremo al trionfo dei rapporti umani, su quelli disumani.  Siamo partiti da medici ed infermieri ma poi toccherà ad ognuno di noi.

Bene, veniamo a noi, come affrontare questo periodo da un punto di vista nutrizionale?

Cominciamo la giornata con un buon bicchiere d’acqua tiepida. Prima di fare colazione un po’ di stretching per risvegliare i muscoli. Suddividere la giornata nei canonici 5 pasti per mantenere il metabolismo attivo, quindi colazione- spuntino- pranzo- spuntino- cena, più o meno ogni tre ore. Invece di cadenzare le ore della giornata con i tg, facciamolo con i pasti equilibrati. Non sarà semplice avere pesce e verdura freschi, ma si può fare una scorta di verdure, minestroni e pesce surgelati. Dopo una buona colazione, e lo spuntino di prima mattina, a pranzo con un primo a base di pasta o riso, e legumi o verdure, può andar bene. Non dimentichiamo i 4-5 cucchiaini di olio extravergine al giorno. Nel pomeriggio ci si può dedicare ad un hobby oppure si possono fare degli esercizi per mantenere la tonicità muscolare. E la sera un secondo a base di pesce o carne con contorno di verdure, accompagnati da un po’ di pane. Non posso dare indicazioni sulle grammature perché ovviamente le quantità variano da persona a persona. Concediamoci una coccola ogni tanto: un biscotto, un po’ di frutta secca, un buon bicchiere di vino, un dolcetto fatto in casa: non dimentichiamoci che stare bene vuol dire innanzitutto tenere alto l’umore. Poi il resto. Con questo stile alimentare, stando attenti alle quantità, e a non escludere nessun gruppo di alimenti, potremmo uscire da questo periodo di riposo forzato indenni e in forma fisicamente e mentalmente.

Pubblicato su  Sala&Cucina

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