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Alici? versatili, economiche e sane

10 Giugno 2020

Alto contenuto di omega 3, prezzo accessibile, e versatilità in cucina. Queste sono le tre caratteristiche del successo delle alici, tra i pesci azzurri più apprezzati. In questa categoria non rientrano specie imparentate tra loro, ma famiglie che presentano caratteristiche comuni come il colore blu del dorso, e argenteo del ventre, e per la loro velocità di riproduzione. Ne fanno parte l’aguglia, l’alaccia, la sarda, l’acciuga, il pesce sciabola (o pesce bandiera e spatola), il suro, lo sgombro, la lampuga, il cicerello, la palamita, l’alalunga, l’allitterato, il tonno, il pesce spada.

Le acciughe, dette anche alici (dal latino hallecem ‘salsa di pesce’), sono pesci di acqua salata, diffusi in tutto il Mediterraneo, nel Mar Nero, e nell’area orientale dell’Oceano Atlantico. Non possono essere allevate, sono pescate in mare aperto, dove l’inquinamento è notevolmente ridotto, e sono disponibili tutto l’anno, perciò si trovano sempre fresche. Sono pesci di piccola taglia (10-20 cm), e dal grande valore nutrizionale, gastronomico e ambientale, per le loro carni gustose, per le notevoli proprietà salutari, e per la ecosostenibilità delle pratiche di pesca. Si dovrebbe incentivarne il consumo perché hanno un basso apporto calorico e contengono dei nutrienti preziosissimi. Cento grammi di acciughe fresche forniscono circa 130 kcal. I carboidrati sono assenti, e il contenuto proteico e di grassi si aggira, rispettivamente, intorno ai 20 g, e ai 5 g, di cui 1 g di saturi con prevalenza di acido palmitico, miristico e stearico; 1,2 g di monoinsaturi, per la maggior parte oleico e palmitoleico; 2 g di polinsaturi,  meglio conosciuti come acidi grassi omega-3, EPA (acido eicosapentaenoico) e il DHA (acido docosaesaenoico), importanti nella prevenzione delle malattie cardiovascolari grazie alla loro azione ipocolesterolemizzante, con riduzione del colesterolo cattivo LDL, e aumento del colesterolo buono HDL. Oltre all’omega 3, i pesci azzurri abbondano in vitamine (A, D, B2, PP) e sali minerali (calcio, fosforo, ferro, fluoro, iodio e selenio, potassio e zinco).  Il contenuto di colesterolo è di circa 85 mg, pari al 30% della dose giornaliera.

Il selenio è fondamentale per la funzione tiroidea, funge da protezione da malattie cardiovascolari, ed è un toccasana per l’attività di sistemi enzimatici che proteggono dall’eccesso di radicali liberi. Il calcio è essenziale per la salute di ossa e denti, e numerosi studi sembrano indicare un ruolo nella prevenzione dell’osteoporosi, dell’ipertensione e di alcuni tipo di cancro, particolarmente quelli del colon e del seno.

Alcuni studi scientifici rilevano un significativo contributo nel modulare la funzione cerebrale, contribuendo ad alleviare i sintomi legati a certe forme di depressione

Altro vantaggio delle alici, è che non bioaccumulano inquinanti perchè sono alla base della catena alimentare, ed hanno un ciclo vitale breve. Per questa caratteristica, e non solo, sono alimenti altamente consigliati anche per le donne in gravidanza.  Infatti, il contenuto di omega 3 è necessario per lo sviluppo del cervello e della retina del nascituro, oltre a favorire una regolare crescita fetale, e prevenire complicanze quali la gestosi, il parto pretermine e la depressione post partum.

Le alici sono tra i pesci azzurri più economici e gradevoli al palato, hanno avuto un posto di rilievo in tavola sin dai tempi dei romani, che le utilizzavano per produrre il garum, un condimento molto apprezzato, e continuano ad essere oggi base di ricette varie e squisite. Le alici fresche, infatti, sono ottime per preparare antipasti, primi piatti di pasta lunga, contorni, e addirittura torte salate.

Promuoviamo il consumo di questo alimento nutraceutico, vanto del bacino mediterraneo.

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