Categoria

Alimenti

Alimenti Curiosità e Consigli

Il piatto sostenibile

16 Marzo 2019

Esistono regole per una cucina ecosostenibile? Riuscire a realizzare un piatto sostenibile è difficile perché, di fatto, un piatto che lo sia davvero forse non esiste. Può operare invece una cultura che punti a ridurre l’impatto ambientale di ciascun ingrediente, anche informando i consumatori sulle criticità delle produzioni, sugli sprechi, dando consigli sui comportamenti quotidiani, che è possibile mettere in pratica, come prediligere i prodotti a filiera corta, rispettarne la stagionalità, anche per ottenerne una maggiore efficacia nutritiva e organolettica. Sempre partendo dal presupposto che ciò che influisce di più sui costi di produzione, e quindi sull’impatto degli alimenti, sono la trasformazione, il trasporto e il packaging. Per nutrire la società a basso impatto ambientale non bisognerebbe considerare l’agricoltura e l’allevamento per forza come dei sistemi volti a generare profitto, ma come dei sistemi funzionali alla comunità: in questo caso si produrrebbe il cibo in giusta quantità. Ma l’obiettivo del contadino, oggi, non può essere solo quello di produrre per soddisfare le esigenze della società, ma anche quello di fare reddito. Le informazioni che occorrono per valutare esattamente il grado di sostenibilità di una ricetta partono dalla terra e finiscono nella tavola, e sono tante e difficili da reperire, riguardando tutte le fasi della filiera, dalla provenienza delle materie prime, al metodo di coltivazione e allevamento, all’utilizzo di pesticidi, fino alla distribuzione. Il sistema nel quale oggi viviamo è determinato da un’economia di continua crescita, che attribuisce il massimo profitto a ciascun prodotto. Se si volesse pensare realmente ad essere sostenibili, non bisognerebbe più pensare in termini di crescita costante, né economica, né di popolazione. E questo oggi NUTRIZIONE potrebbe sembrare utopistico, se non impossibile. Basti considerare che, secondo recenti stime delle Nazioni Unite, entro il 2050, la popolazione mondiale potrebbe contare circa 2,5 miliardi di persone in più, raggiungendo un numero di poco inferiore ai 10 miliardi, che bisognerà sfamare aumentando la produzione di cibo, riducendo al massimo gli sprechi e sperimentando alimenti alternativi. Lo studio dell’ecologia insegna un’equazione molto semplice per valutare l’impatto ambientale, che è dato dalla somma del numero degli individui più le abitudini di ciascun individuo, quindi per ottenerne una riduzione, o si riduce il numero degli individui, o si riducono le loro abitudini. Oggi crescono entrambi i fattori, unitamente al consumo, quindi non è una situazione facilmente gestibile. Le fonti energetiche del nostro pianeta non sono infinite quindi l’abitudine allo spreco della società consumistica sottopone i sistemi ecologici ad uno stress non sostenibile. È indispensabile darsi dei limiti massimi all’utilizzo delle risorse, delle emissioni, mirando ad una loro progressiva riduzione. Su queste premesse, per cercare di entrare in una logica di riduzione degli sprechi, è necessario anche l’intervento di ciascuno di noi consumatori dall’animo “green” osservando delle norme così da essere meno impattanti come, ad esempio, non acquistare più alimenti di quanto si pensa di consumare, cercare di conservarli in maniera corretta in modo da farli durare più a lungo evitando così di buttare cibi acquistati, lavare le stoviglie con comportamenti più accorti riducendo acqua, detersivi, e consumo di energia e allungando la “vita” degli oggetti. Piccoli gesti che, nel tempo, potrebbero fare la differenza. marzo 2019 I sala&cucina 1 19 1

Alimenti Carne Curiosità e Consigli Derivati

Tutti i nutrienti nella giusta quantità

5 Febbraio 2019

La perenne ricerca della dieta perfetta, quella capace di far mangiare bene senza ingrassare, diventa ossessiva nei primi mesi dell’anno, ricchi di buoni propositi come vivere in maniera sana, cercando di apparire anche più giovani e belli. E’ da questa esigenza che nascono svariate proposte di stili alimentari nuovi, spesso del tutto arbitrari, con l’obiettivo di raggiungere un benessere fisico e mentale per migliorare la qualità della vita. E’ interessante osservare la capacità degli essere umani, anche da un punto di vista alimentare, di adattarsi al luogo in cui vivono sfruttando i cibi offerti dai diversi ambienti naturali. Su questa idea, hanno preso vita tante tipologie di diete: la giapponese, la mediterranea, la ancestrale, la inuit. Nomi diversi, eppure aventi tutte in comune principi analoghi, primo fra tutti il consumo di una gamma equilibrata e varia di alimenti, a dimostrare il fatto che, a prescindere dal paese di provenienza, dai cibi che lo caratterizzano, dalle tipologie di cucine e tradizioni gastronomiche locali, si è arrivati pressochè alle stesse considerazioni generali in materia di buona alimentazione, in tutto il mondo.

La dieta perfetta, quindi, prevede un’abbondanza di alimenti di origine vegetale e il consumo occasionale di carne. E’ ricca di acidi grassi omega 3, presenti soprattutto in alcuni tipi di pesce, e antiossidanti. Da questi principi di base, a seconda delle disponibilità del territorio che si considera, si definiscono poi quelle che sono le caratteristiche peculiari di ciascuna proposta: consumo o meno di cereali, olii, cibi latto-fermentati, erbe medicinali ed aromatiche.

Il “segreto” di uno stile alimentare giusto, più che perfetto, è una dieta diversificata in cui non venga escluso nessun gruppo di nutrienti. Ciascun territorio ha delle risorse e produce dei “frutti”, ed in un certo senso è come se già selezionasse i cibi per introdurli nelle abitudini alimentari di coloro che lo abitano. E’ la natura che, in modo perfetto e ordinato, predispone già tutto: il ruolo dell’essere umano è leggerla, interpretarla, e applicarne i suggerimenti. E così non solo in campo alimentare, ma un pò per tutto. Assumere una buona varietà di cibi nutrienti e di stagione, magari selezionati naturalmente dal nostro territorio di provenienza, garantisce benefici alla salute, riducendo l’incidenza di una serie di malattie.  Le modalità di reperimento, trattamento e conservazione della materia prima, e l’uso errato di condimenti, conservanti e sostanze chimiche, determinano l’insorgere di fattori di rischio per la salute, già provata da stress, tensioni e danni prodotti da un ambiente sempre più aggressivo.  La buona alimentazione è un nostro diritto perché è la base per una vita sana, per questo il primo comandamento quando si decide di mettersi a dieta, è rivolgersi sempre ad uno specialista. Non uno sciamano che promette miracoli o che segue diete estreme, ma un nutrizionista che vi dia la giusta dieta equilibrata in cui ci siano tutti i nutrienti nella giusta quantità. Che poi è il segreto per vivere meglio, oltre che per mangiare e stare bene.

Alimenti Curiosità e Consigli

Prima, durante e dopo le Feste

19 Dicembre 2018

Bastano piccoli accorgimenti per evitare di prendere chili senza inutili privazioni. Per esempio cominciare una settimana prima con una alimentazione ipocalorica e ricca di fibre, limitare le porzioni e fare qualche passeggiata in più dopo mangiato.

Prima, durante e dopo le Feste

Fervono i preparativi per le festività natalizie, ed assieme ai regali, alle spese, all’arrivo dei parenti, alle luci a led fuori e dentro le case, comincia la vera e propria sfida contro la pasta, i panettoni, e le tante prelibatezze che pullulano sulle tavole minacciando fortemente la prova costume della prossima estate. Ma si può godere delle feste senza mettere troppi chili? certo che si! Il Natale non è una festa in cui ci si deve per forza lasciare andare a maratone di cibo “matte e disperatissime”, piuttosto ci si dovrebbe dedicare ancor più alla cucina di piatti di tradizione utilizzando materie prime di qualità. Esistono dei modi per minimizzare i danni associati all’alimentazione durante le feste. Ecco 15 preziosi consigli utili ad affrontare al meglio il Natale da un punto di vista nutrizionale.
PRIMA DI NATALE
– 7 giorni di dieta detox prenatalizia a base di cibi leggeri e facilmente digeribili, ricchi di acqua e fibre, in modo da sentirsi sazi e disintossicare l’organismo. – Limitare grassi, condimenti e cibi molto proteici, fritture, alcolici e bevande gassate e zuccherate. – Si a legumi e cereali integrali, frutta e verdura, soprattutto carciofi, spinaci,
LE TENTAZIONI A TAVOLA SI MOLTIPLICANO PERCHÈ OLTRE AL GUSTO CI SI METTE ANCHE LA MEMORIA DI QUANDO ERAVAMO BAMBINI.
aglio, broccoli, che aiutano la depurazione del fegato. – Aiutarsi con centrifugati, zuppe, tisane e infusi, idratanti e ricchi di vitamine e sali minerali. – Non dimenticare gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio (un frutto, o un estratto di frutta e verdura) che aiutano a mantenere attivo il metabolismo.

DURANTE IL NATALE
– In previsione di ricchi pasti, cominciare la giornata con una colazione leggera, a base di tè verde, fette biscottate o cerali integrali, ed un frutto. – Assaggiare tutto ma in piccole porzioni, quindi attenzione alle giuste quantità delle portate già di per sé molto condite, e mangiare lentamente senza perdere di vista il fatto che il cibo debba essere gustato. – Ricordare sempre di fare un po` di esercizi ed attività fisica – Evitare di concludere il pasto con una fetta di dolce che, piuttosto, possiamo concederci in piccole quantità a colazione. Ricordiamo che il dolce deve ap- pagare il palato e non riempirci lo stomaco! – Il vino accompagna il cibo, ma non possiamo esagerare. Se si ha sete bisogna bere acqua, non vino, che piuttosto deve essere degustato.

DOPO IL NATALE
– Non farsi venire sensi di colpa – Mettersi in forma al più presto cominciando la giornata con un bicchiere d’acqua tiepida e limone che alcalinizza, sgonfia ed energizza. – Riprendere la dieta detox per altri dieci giorni per poi mangiare bene reintegrando tutti i macro e micronutrienti necessari alla buona alimentazione, seguendo le regole della dieta mediterranea – Dedicarsi ad attività motorie e sportive, che aiutano a contrastare il gonfiore e un eccesso di sostanze nocive dovute al carico eccessivo di carboidrati, grassi, sodio e zuccheri semplici, contenuti nei pasti natalizi, e che contribuiscono all’aumento della massa grassa. – Ricordare l’importanza di idratarsi con almeno due litri di acqua al giorno Al di là dei consigli che aiutano ad approcciarsi al meglio alle grandi “abbuffate”, o ad attutirne gli effetti, è giusto ricordare che in campo alimentare ci si preoccupa troppo delle eccezioni. Bisogna preoccuparsi delle abitudini: si ingrassa durante tutto l’anno e non (solo) durante le feste natalizie!

Pesce

Il pesce è un superfood senza tempo

13 Luglio 2018
Forma e Gusto - Il pesce

Sin dalla preistoria, infatti, è la fonte più affidabile di proteine e grassi. Innumerevoli le testimonianze antiche sulle modalità di conservazione e cottura e sulle tecniche di pesca, a provare che il pesce è l’alimento che ha fatto la storia del cibo. E continua, ancora oggi, a rappresentare un tassello fondamentale nella nutrizione dell’uomo, tale da essere considerato uno dei pilastri dello stile di vita di tipo mediterraneo. Una dieta ideale prevede 2-3 porzioni da circa 200g a settimana. E’ l’alimento più proteico dopo uova e latte, ed anche più digeribile, rispetto alla carne, grazie alla scarsa quantità di tessuto connettivo. Ma il vero beneficio del consumo di pesce è nel contenuto di grassi buoni (omega-3), particolarmente abbondanti nel pesce azzurro, salutari per il cuore ed importanti sia per la formazione del sistema nervoso, che per la protezione della retina dell’occhio, oltre ad esercitare un’azione antinfiammatoria. Gli omega-3 sono detti acidi grassi “essenziali”, in quanto l’organismo non ne produce, e possono essere introdotti solo con la dieta. La classificazione dei tipi di pesce può essere fatta in base alla provenienza (pesci di mare, di acqua dolce o di acque miste), in base al tipo di conservazione (fresco, surgelato e congelato), o in base al contenuto di grassi (pesci magri, grassi e semigrassi, rispettivamente caratterizzati da un tenore lipidico inferiore al 3%, tra il 3 e il 9%, e superiore al 9%). Le virtù del pesce non si “limitano” al contenuto di omega-3, è infatti la principale fonte alimentare di iodio, micronutriente localizzato principalmente nella tiroide, coinvolto nella regolazione della termogenesi, nel metabolismo dei macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi), e nella fissazione del calcio nelle ossa.
E’ ricco di minerali e vitamine (A, D, E e K) benefiche per le ossa, le articolazioni, i muscoli, la pelle, gli occhi e per l’equilibrio metabolico. Le proprietà nutritive del pesce fresco e surgelato sono identiche. Bisogna controllare l’integrità delle confezioni, la data di scadenza del prodotto, e le temperature di conservazione consigliate. Il congelamento che avviene in casa è un processo più lento che può determinare un depauperamento delle sostanze benefiche, a seguito dello scongelamento. Per preservare al meglio le proprietà nutrizionali, bisogna cucinarlo in maniera corretta, evitando le fritture, e prediligendo la cottura alla griglia, stando attenti a non far bruciare la pelle, al vapore, al cartoccio o al forno, non cuocendo troppo a lungo. Importante è anche condirlo, evitando il sale, con un filo di olio extravergine di oliva a crudo, eventualmente limone, erbe aromatiche e spezie, che oltre ad avere note proprietà antiossidanti, sono utili per dare al pesce un sapore unico. L’ideale sarebbe accompagnarlo con verdure fresche di stagione ed una quota di carboidrati complessi. Purtroppo nel nostro paese, nonostante l’abbondanza di acqua, vengono importate grosse quantità di pesce in quanto una parte del nostro pescato non ha ancora un buon mercato. Sarebbe, forse, utile imparare a consumarne anche altri tipi dei nostri mari così da ridurre l’importazione delle specie pregiate da paesi lontani.

pubblicato sulla rivista Sala & Cucina

Curiosità e Consigli Pizza

Una pizza per prevenire i tumori

6 Giugno 2018
Pizza anticancerogena - Froma e gusto

Dieta Mediterranea e Arte del Pizzaiolo Napoletano: l’incontro di due patrimoni mondiali dell’Umanità per sostenere la ricerca contro il cancro. Tutto questo è possibile grazie al lavoro di squadra di produttori, ristoratori, ricercatori e consumatori, uniti dall’idea che la lotta contro il cancro si vince tutti assieme. Protagonisti di questa iniziativa l’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale”, centro di ricerca oncologica di rilevanza nazionale, e il Molino Caputo, impresa napoletana che da sempre crede nell’idea che si debba fare rete e sistema per valorizzare le eccellenze della Campania, e per dare forza al territorio. Grazie alla collaborazione tra queste due grandi realtà della Regione, assieme alla nutrizionista Livia Augustin e al pizzaiolo Gianluca Passeggio, è stata realizzata la prima pizza preventiva contro il cancro. È nata così “Pascalina”.
Leggi tutto

Curiosità e Consigli Verdura

La Canapa e le sue virtù “da sballo”

14 Maggio 2018
Campo-Canapa

C’è chi la venera, chi la fuma, chi la usa come cibo per maiali, chi come farmaco, e poi ci sono le industrie che ne ricavano fibra tessile e prodotti cosmetici e detergenti, e perfino biomassa combustibile in sostituzione del petrolio, per un giro di affari di milioni di euro.
E’ la Canapa sativa, una pianta dalle antichissime origini, le cui coltivazioni non richiedono pesticidi nè molta acqua, e migliorano la qualità del terreno esercitando un’azione fitodepurativa. In Italia la promozione della coltivazione e filiera della canapa è regolamentata dalla legge n. 242/2016 per cui è possibile coltivarne varietà dal contenuto di THC (sostanza psicoattiva contenuta nella canapa e proibita dalla legge) inferiore allo 0,2% perché “coltura in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, alla riduzione del consumo dei suoli e della desertificazione e alla perdita di biodiversità…”
Esistono quindi rivenditori autorizzati di semi di canapa legali, certificati, che hanno la caratteristica di essere privi del principio attivo, ma molto ricchi di sostanze nutritive: fibre, vitamine e soprattutto proteine composte da tutti e otto amminoacidi essenziali, che la rendono un’ottima fonte proteica vegetale adatta particolarmente per chi segue una dieta vegetariana o vegana. Altra caratteristica è nel perfetto equilibrio tra acidi grassi Omega 3 e 6, che garantiscono una protezione gastrointestinale e cardiovascolare, oltre ad essere un alimento alleato nella difesa contro i disturbi all’apparato respiratorio e disturbi della pelle. Dai semi, ottimi per arricchire insalate, muesli, macedonie e contorni, si ricava la farina che viene prodotta dalla macinazione e dalla setacciatura della rimanenza della spremitura dei semi per l’estrazione dell’olio, e l’impasto che ne deriva, privo di glutine, quindi adatto alla cucina per celiaci, è ricco di acidi grassi “buoni”, e fornisce un considerevole apporto proteico, oltre a risultare più digeribile per il suo buon contenuto di fibre. L’olio di canapa, delicato e dai sentori del fieno, nocciole e semi di zucca, ha un punto di fumo molto basso per cui si preferisce utilizzarlo a crudo anche per non perderne le note proprietà. Non è impiegato solo in gastronomia ma è addirittura utilizzato come integratore alimentare ed in prodotti cosmetici biologici, grazie alle sue proprietà idratanti, emollienti ed antinvecchiamento. Dalla canapa si producono latticini, burro, hamburger, birra, e perfino liquori, tisane, latte vegetale, senza lattosio e ricco di ferro, e tanti altri prodotti anche a base delle sue foglie, amare e fortemente aromatiche. Una pianta versatile, dai mille impieghi, tanto che la Cannabis Industry opera anche nel settore medico, infatti la ricerca scientifica si sta muovendo proprio sul suo possibile impiego per la terapia del dolore. Al momento, al di là dell’utilizzo dei semi e di tutti i suoi derivati, come integratori alimentari di origine naturale, ci sono ancora poche evidenze dell’utilità della cannabis a scopi terapeutici.
La qualità e la salubrità degli alimenti ottenuti dalla canapa, invece, è indiscussa ma una particolare attenzione meriterebbe il controllo della filiera di produzione prediligendo l’acquisto di prodotti di alta qualità e di provenienza certa.

pubblicato sulla rivista Sala & Cucina

Curiosità e Consigli Verdura

Alghe nel piatto? Perché no!

10 Marzo 2018
Alghe

Verdure dal sapore di mare. L’ennesimo dono della natura racchiuso in un unico organismo vivente, toccasana per il nostro benessere e ingrediente ottimale per la nostra cucina. Parliamo di alghe. Da sempre impiegate come alimento nelle zone in prossimità del mare, alcune, sono ritenute una vera e propria prelibatezza non più solo dalle cucine asiatiche, ma da quelle di tutto il mondo. Nutrienti e poco caloriche, ne esistono migliaia di specie di cui soltanto poche utilizzate a scopo alimentare, la maggior parte provenienti dal Giappone e dall’Europa. Nori, Spirulina, Afa, Dulse, Kombu: sono solo alcuni dei tanti nomi diversi che contraddistinguono le alghe, per altrettante consistenze e sapori diversi, ma caratterizzate tutte da un unico comune denominatore, la ricchezza di benefici nutrizionali. Innanzitutto la presenza di iodio, utile alla tiroide e al buon funzionamento del metabolismo. Il contenuto di fibra, che aiuta a regolare l’intestino, e di clorofilla, dalle proprietà disintossicanti. Contengono vitamine e sali minerali, in particolare magnesio e potassio, salutari per il cuore, e che proteggono i vasi sanguigni. Le coltivazioni sono promosse anche dall’Onu perché utile strumento contro la fame nel mondo e la perdita di biodiversità ambientale. Alimento ideale per i vegani grazie alla presenza di proteine e vitamina B12, sono impiegate anche nella produzione di integratori alimentari per il benessere dell’intestino. Le alghe sono classificate, in base alla loro capacità di assorbire luce in acqua, in tre grandi gruppi, alghe rosse, brune e verdi, note anche nella gastronomia internazionale per le loro proprietà gustative. Le alghe rosse sono impiegate nell’industria alimentare grazie alla presenza di sostanze come l’agar e la carragenina. Il primo utilizzato soprattutto come gelificante in sostituzione della colla di pesce, la seconda come emulsionante ed addensante, per esempio nella produzione di gelati. Molto conosciuta tra le rosse è l’alga Nori, tra le più ricche di acidi grassi ω-3 e vitamina B12, è largamente utilizzata nella cucina giapponese per avvolgere il riso, ma anche l’alga “piccante” Dulse, ricca di proteine e vitamina E, era nota già anticamente perché utilizzata dai marinai per le proprietà antiscorbuto. Le alghe brune, sono tipiche dei mari freddi e devono il loro colore ad un pigmento, la fucoxantina, ad azione antiossidante e antitumorale. Tra le più conosciute le specie Kombu e Wakame. Le alghe verdi, come la lattuga di mare tipica del mar Mediterraneo, aumentano le difese immunitarie. Moda del momento è anche l’utilizzo di spirulina, definita erroneamente come un’alga ma in realtà appartenente ai canobatteri,  impiegata come super ingrediente, perché energizzante e immunostimolante, nella preparazione di pizze, dolci e birra, e alimento apprezzato perfino dagli astronauti in missione nello spazio. Versatili in cucina, insaporiscono zuppe, insalate, o possono essere ingredienti di base per sfiziosi contorni. Nella scelta è sempre preferibile prediligere prodotti biologici e controllati.

pubblicato sulla rivista Sala & Cucina

Legumi

È nel passato il cibo del futuro

2 Marzo 2018
Forma e gusto - Mix di legumi

Quattromila anni di storia e più. Primi attori di miti e leggende e, attualmente, protagonisti delle tavole di tutto il mondo, i legumi, sono piccoli semi commestibili che rappresentano “l’alimento eterno”, antico e attuale allo stesso tempo. Ne parlavano in passato nella Bibbia ed oggi è ritenuto addirittura il cibo del futuro.

Leggi tutto

Alimenti Verdura

Il carciofo: quanto ci fa bene!

31 Gennaio 2018

Il “vegetale armato”: così lo definisce Pablo Neruda in una sua poesia, “Ode al carciofo”, dedicata ad uno degli ortaggi più amati di sempre. Non solo passi poetici, ma gli sono stati dedicati concorsi di bellezza, nomi di bevande e… leggende. Secondo la mitologia greca, infatti, la creazione del carciofo fu un’opera di Zeus che, a seguito di un tradimento subìto dalla ninfa Cynar, la trasformò in un vegetale spinoso e coriaceo, ma dal cuore tenero.

Un vegetale antico, originario del Medio Oriente, e già utilizzato prima dai fenici, poi anche dai Romani, nella preparazione di diversi piatti, soprattutto per mantenere l’intestino sano, favorire la regolarità intestinale, grazie al contenuto di fibre, ed alleviare i disturbi allo stomaco. Viene coltivato soprattutto nell’area mediterranea, Egitto, Marocco, Spagna, ed anche in Francia. In Italia, in tutte le regioni, particolarmente in Sicilia, Sardegna, Puglia e Campania, grazie al clima favorevole alla sua crescita. Ne esistono più varietà che vengono suddivise in precoci o autunnali (Violetta di Provenza, Violetto spinoso di Palermo, Campagnano Romano, Violetto di Napoli, Spinoso di Liguria) e quelle tardive primaverili (Violetto di Toscana, Verde di Napoli). È impiegato innanzitutto per uso alimentare, poi anche per le proprietà medicinali racchiuse, per lo più, nelle foglie e nei fusti.  Sono costituiti principalmente da acqua, vitamine, in particolare del gruppo A e C, sali minerali (calcio, ferro, magnesio) e fibre, e risultano particolarmente leggeri. Basti considerare che 100g di carciofi apportano soltanto 22 calorie. E’ un ingrediente versatile in cucina, buono sia crudo che cotto, ed un alimento importante da un punto di vista nutrizionale per la presenza di antiossidanti, superiore a molte altre verdure. Le foglie ed il cuore contengono  elementi importanti per la nostra salute. L’inulina, per esempio, è una fibra alimentare che promuove la crescita della microflora intestinale e garantisce l’equilibrio glicemico mantenendo stabili i livelli di glucosio nel sangue. Ma anche la amara cinarina, polifenolo ricco di proprietà antiossidanti, stimola la bile, aiuta la digestione dei grassi e possiede delle proprietà depurative e disintossicanti per fegato e cistifellea. Inoltre il consumo di carciofi aiuta anche ad abbassare i livelli di trigliceridi e di colesterolo cattivo innalzando quello buono. Ricerche scientifiche gli attribuiscono proprietà antiossidanti e antitumorali.  Viene utilizzato anche nell’industria cosmetica per la cura del cuoio capelluto stimolando la crescita dei capelli e, favorendo la diuresi, risulta un toccasana contro gli inestetismi della cellulite. Il consumo di carciofi aiuta anche a mantenere la pelle pura e luminosa. Molte persone di successo sono state ghiotte di questo ortaggio, da Caterina dè Medici che pare si recasse solo a banchetti in cui fosse previsto un corner di carciofi, a Luigi XIV, passando per Marylin Monroe che addirittura fu eletta “Regina dei carciofi” nel 1949 a Castroville, sulla costa centrale della California, località famosa per un festival durante il quale ancora oggi si celebra il titolo ogni anno.

Crudi, cotti, nelle paste, insalate o nelle frittate, celebriamo il carciofo come il nostro functional food dei prossimi mesi!

 

foto © Frédérique Voisin-Demery